Cassazione n. 4135/2026
La Cassazione, con l’ordinanza n. 4135/2026, ha dichiarato illegittimo l’accertamento Irpef per un commercialista che ha lavorato gratuitamente per parenti e amici. Il professionista può fornire prestazioni senza compenso, soprattutto se si tratta solo dell’invio telematico delle dichiarazioni. Le autodichiarazioni dei clienti e il lavoro dipendente del commercialista sono elementi valutabili dal giudice.