Decreto correttivo alla riforma fiscale: la mappa completa delle novità

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Un tagliando esteso a tutta l'imposizione diretta e indiretta

A meno di un anno dall'entrata in vigore del D.Lgs. 192/2025 - il provvedimento che aveva riscritto ampi tratti della disciplina dei redditi di lavoro dipendente e autonomo nell'ambito della riforma fiscale avviata con la legge delega 111/2023 - il legislatore torna a intervenire con un decreto correttivo di ampio respiro. Il D.Lgs. 148/2026, in vigore dal 12 agosto 2026, non si limita a qualche ritocco di coordinamento formale: incide su dodici distinti ambiti della materia tributaria, dal reddito di lavoro dipendente ai redditi finanziari, dalla fiscalità internazionale al concordato preventivo biennale, fino alle sanzioni e alla disciplina doganale.

Il quadro che ne emerge è quello di un intervento di manutenzione straordinaria, reso necessario dall'esigenza di allineare la normativa interna alle più recenti pronunce della giurisprudenza unionale (basti pensare alle modifiche in materia di detrazione Iva, che recepiscono un output della Corte di Giustizia europea), di correggere alcune sovrapposizioni emerse nella prima applicazione della riforma dei redditi d'impresa e di rendere strutturali alcuni regimi - primo fra tutti il concordato preventivo biennale - che avevano mostrato, nella pratica, criticità applicative. Ripercorriamo, titolo per titolo, le principali novità, con particolare attenzione alle decorrenze, che nel provvedimento assumono un peso specifico e non uniforme.

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