Dal 23 luglio 2026 l'accesso ai dati sulla titolarità effettiva non è più libero: per i commercialisti diventa uno strumento legato all'adeguata verifica antiriciclaggio, con accreditamento obbligatorio in Camera di Commercio e nuovi doveri di segnalazione e conservazione documentale.
Una riforma che cambia l'impianto, non solo le procedure
Il 23 luglio 2026 è entrato in vigore il D.Lgs. 10 giugno 2026, n. 122, il provvedimento con cui l'Italia recepisce la Direttiva (UE) 2024/1640 in materia di prevenzione del riciclaggio e riscrive dalle fondamenta le regole di consultazione del Registro dei titolari effettivi. Per gli studi professionali - soggetti obbligati ai fini antiriciclaggio - non si tratta di un intervento puramente tecnico: il decreto ridisegna la logica stessa dell'accesso e introduce una serie di adempimenti operativi che richiedono un'organizzazione tempestiva.
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