Intelligenza artificiale e danni: dal 30 settembre il danneggiato ha più strumenti in tribunale

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Con il D.Lgs. 160/2026 cambiano le regole sulla prova nelle cause di risarcimento legate all'uso dell'IA. Ecco cosa devono sapere professionisti, imprese e cittadini.

Chi subisce un danno causato da un sistema di intelligenza artificiale ha sempre avuto un problema: dimostrarlo. Gli algoritmi sono complessi, i dati su cui lavorano restano nelle mani di chi li usa, e per chi fa causa ricostruire cosa è andato storto è spesso quasi impossibile. Il legislatore è intervenuto proprio su questo punto.

Il 15 settembre 2026 è uscito in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 9/9/2026, n. 160. Il decreto attua la delega prevista dall'art. 24 della Legge 132/2025 e adegua le norme italiane al Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act. Il testo si occupa di tre temi: uso dell'IA da parte delle forze di polizia, responsabilità civile e responsabilità penale. Entra in vigore il 30 settembre 2026. Manca ancora il secondo decreto attuativo, che riguarderà i poteri delle autorità nazionali e l'uso dell'IA nella formazione.

Per le imprese la novità più importante riguarda le cause civili. Il decreto crea una vera e propria tutela processuale rafforzata per chi chiede il risarcimento di danni legati all'IA.

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