Antiriciclaggio per il professionista

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PREMESSA

La problematica legata agli adempimenti del professionista è una materia molto dibattuta che, in questi giorni, è stata posta in discussione con la convocazione degli ordini professionali per valutare delle semplificazioni amministrative.

Infatti, la “Repubblica della carta inutile” ha incentrato il contrasto al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo in una serie di adempimenti amministrativi che, a parere di chi scrive, sono solamente una perdita di tempo ed un rischio sanzionatorio per il professionista. È difficile credere che il solo fatto di identificare e di dare un voto ad ogni cliente risolva la piaga del riciclaggio.

Sappiamo che l’incapacità della Pubblica amministrazione di mettere in atto interventi e controlli seri viene rivoltata sui professionisti i quali devono mostrare ai verificatori di aver fatto delle verifiche senza strumenti. Infatti il professionista si deve fidare di quello che gli racconta il cliente o di quello che vede sui conti correnti aziendali. Ma sicuramente il “riciclatore” non coinvolgerà tali conti corrente per le proprie attività illecite.

Ma il professionista deve avere la scheda di identificazione e quella di valutazione del cliente. Questi due prospetti lo mettono al riparo dal sistema sanzionatorio. Mi permetto di definirla una pagliacciata.

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