La sanatoria 2020-2023 non è per tutti: si può chiudere il passato solo rinnovando il concordato preventivo biennale (CPB) per il biennio 2026-2027 entro il 2 novembre 2026. Lo prevede l'art. 29 del D.Lgs. n. 148/2026, il cosiddetto "Decreto Omnibus", le cui modalità applicative sono state chiarite dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare 6 ottobre 2026, n. 8/E.
Il meccanismo ricalca quello delle sanatorie già viste in abbinamento al CPB (2018-2022 e 2019-2023): il maggior imponibile da regolarizzare cresce al peggiorare del punteggio ISA, e in cambio si ottiene lo stop alle rettifiche del reddito e un allungamento dei termini di accertamento. Resta però un paletto netto: chi aderisce al CPB 2026-2027 senza avere aderito al biennio 2024-2025 non può accedere alla definizione.
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